Chelazione mercurio

Informazioni sulla chelazione naturopatica del mercurio: lo sai dove va a finire il mercurio nel tuo corpo?

Chi sa rispondere a questa domanda: dove vanno a depositarsi i metalli pesanti e il mercurio quando entrano nel corpo? Non lo sai: è normale!

La risposta più logica, però, è la seguente: dipende; ciò è determinato dal nostro organo geneticamente più debole!

Infatti, il mercurio preferisce legarsi con i gruppi solfidrici delle proteine quindi, sono da considerarsi organi bersaglio; il cervello, i reni, il fegato, le ghiandole (surrenali, tiroide, prostata, pineale, ecc.). Com’è noto, i metalli sono lipo-solubili, quindi il grasso corporeo ne contiene sempre una certa e determinata quantità, di conseguenza, facciamo attenzione alle CURE DIMAGRANTI perché con ciò si rischia di mandare in circolo il mercurio ivi depositato.

ALCUNI TEST

Secondo te, è ragionevole pensare che chi ha portato amalgame e ha problemi di salute, possa essere intossicato almeno dal mercurio?

Un test usato negli ospedali italiani per rispondere al precedente quesito è il patch test: è applicato un pezzo d’amalgama sbriciolato sulla pelle e trattenuto con un cerotto per un certo periodo di tempo, In seguito è valutata l’eventuale reazione cutanea. Attenzione: potrebbe esserci il rischio di una reazione sistemica violenta accompagnata da una ulteriore intossicazione!

Il test fatto in Germania (effettuato da qualcuno anche in Italia) consiste nell’ingerire una pastiglia di DMSA (un chelante chimico) e di misurare, successivamente, il livello di mercurio rinvenuto nelle urine.

Nell’uso sia del DMSA sia del DMPS, ci sono rischi di violenta mobilizzazione soprattutto se la somministrazione non è seguita da una serie di altre, per chelare il mercurio già mobilizzato in circolo.

Gli unici test veramente innocui sono quelli bio-elettronici: in Italia, qualche Medico e/o Naturopata Dentale, posseggono un EAV (Elettro Agopuntura nach Voll, che è un apparecchio elettronico in grado di misurare la risposta di resistenza elettrica degli organi umani, al fine di valutarne lo squilibrio (se alto infiammazione, se basso scompenso).

Con la stessa metodica si è anche in grado di valutare se quell’organo è aggredito da una sostanza estranea o da un microbo.

Tuttavia, attenzione ai risultati cosiddetti, “falsi negativi: solo poche persone risultano positive al mercurio con l’EAV, a dispetto dei molti individui con amalgame.

E’ più probabile che l’EAV non sia in grado di individuare ove risiede il maggiore contenuto di metalli pesanti del corpo (quasi sempre l’interno della cellula) così che, in effetti, molte persone risultano “negative” anche se sono molto inquinate dai metalli pesanti e lo avvertono sulla propria salute.

Nel campo della disintossicazione, vi sono 2 tipi di persone:

1. La persona che, una volta “bonificata” completamente la bocca, inizia a disintossicarsi il corpo da sola (meglio se aiutato da alcune regole d’igienismo naturale);

2. La persona che, una volta “bonificata” completamente la bocca, non ha un significativo miglioramento nel giro di 6 mesi-1 anno e oltre.

A questo punto le varie scuole si dividono e a volte si contraddicono ma, tutte, convengono che il mercurio e altri metalli pesanti possono entrare profondamente nelle cellule e, senza alcun intervento terapeutico esterno, rimanerci per decine d’anni!

Un solo avvertimento: i trattamenti omeopatici e chimici con presidi quali: DPMS, DMSA, EDTA, Mercurius Solubilis omeopatico, ecc. sono molto potenti e con possibili effetti collaterali. E’ ben affermare che, prima di tutto, bisogna lavorare per purificare e rendere efficienti gli emuntori nell’ordine: prima intestino, poi reni, quindi fegato, solo dopo sangue, ovvero le cellule.

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